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AMBROSIAnella vita ci vuole ambyCul
chiunque passi di qui, per qualsiasi motivo, che sia esso bello o brutto, lasci un segno o un saluto
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April 04 Il rispetto non è un omaggio feudaleIl rispetto non si può davvero chiedere come fosse merce di scambio, la rispettabilità bisogna guadagnarsela.
O — meglio — bisogna stare attenti a non giocarsela. Lo stesso vale per la fiducia,
l'amicizia, l'autorevolezza e tutte le altre belle qualità
che possono caratterizzare i rapporti umani.
Ognuno, in genere, tende a essere ripagato con la medesima moneta che
spaccia. [Estratto da una discussione di Risveglio.net: riassume un pensiero per me molto importante a cui non sapevo dare corpo con le giuste parole....]. Grazie a chi ha pensato a queste parole,
amby.
January 06 da "L'idiota" di DostoievskijHo il sospetto che tutto ciò che dico ora
abbia una tale apparenza di luoghi comuni che mi si prenderà sicuramente
per un allievo delle classi inferiori che presenta il suo componimento
sullo 'spuntar del sole' oppure si dirà che forse
volevo enunciare qualche cosa ma, nonostante la mia buona volontà,
non ho saputo 'spiegarmi'.
Tuttavia, aggiungerò che in ogni pensiero umano
geniale o nuovo,
o anzi semplicemente in ogni pensiero
che germini nella mente di qualcuno,
rimane sempre qualcosa che non si può trasmettere agli altri uomini,
anche se si riempissero volumi interi e si cercasse di spiegare
il proprio pensiero per trentacinque anni;
rimarrà sempre qualcosa
che a nessun costo vorrà uscire dal vostro cranio
e resterà con voi per sempre;
e frattanto voi morirete senza aver trasmesso ad alcuno, forse,
la parte essenziale della vostra idea.
Ma anche se ora io non ho saputo esprimere tutto ciò
che mi ha tormentato in questi sei mesi,
si capirà almeno che,
avendo raggiunto il mio 'supremo convincimento',
l'ho forse pagato a troppo caro prezzo;
ecco che cosa ho ritenuto indispensabile,
per certi scopi a me noti,
porre in vista nella mia Spiegazione.
pagg. 473-474 L'idiota - Dostoievskij.
November 01 il rituale
Nell'ottica della concezione del concetto di amore
immaginato come se fosse un tempio
entro il quale si possono palesare tutti i riti
dedicati alla passione,
penso che tutto ciò che riguarda l'erotismo
e le sue innumerevoli manifestazioni,
debbano sempre e comunque essere coltivate
all'interno di una condivisione di intenti
senza dei quali, la sensazione di libertà
che si sprigiona dentro il legame più intimo che vede
la fusione tra l'uomo e la donna,
rimane vano e privo di significato.
Estratto dal racconto "il rituale"
amby.
October 04 lapsusATTENZIONE QUESTE FRASI POTREBBERO FARVI RIDERE...QUINDI OCCHIO A DOVE
SIETE, SE PASSA IL CAPO ASPETTATE UN PO!! :)) - Quando muoio mi faccio cromare. (Eccellente!) - Di fronte a queste cose rimango putrefatto!(Che schifo!) - Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (...) - Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell'obliquità! (la torre di Pisa?) - Basta! Vi state coagulando contro di me! (trasfusione?) - E' nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!) - Anche l'occhio va dalla sua parte... (Si chiama strabismo...) - Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota...) - Avete i nuovi telefonini GPL? (No mi spiace solo benzina!) - Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. (Ma va?! Strano) - Prima di operarmi mi fanno un' autopsia generale. (Auguri!) - Abbiamo mangiato la trota salmonellata. (Ancora auguri!) - Vorrei un'aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo...) - Vorrei una maglia con il collo a volpino.(Non era lupetto?...) - Vorrei una pomata per l 'Irpef. (Herpes è difficile...) - Tu non sei proprio uno sterco di santo. (Menomale.) - E' andato a lavorare negli evirati arabi. (Contento lui...) - A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O disidratata?Alla faccia della diarrea!) - Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (...) - La mia auto ha la marmitta paralitica. (...e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle?) - Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!) - Sono momentaneamente in stand-bike. (L'attesa in bicicletta...) - Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica. (Aiuto...) - Mi sono fatta il Leasing al viso. (..pensavo un mutuo...) - E' inutile piangere sul latte macchiato. (Meglio farlo su un bel cappuccino...)
September 07 a lauraal tuo cuore timido e pensieroso,
al tuo timido approccio ad una vita a cui tanto hai regalato
per la tua cultura, sensibilità e bellezza d'animo,
questo è il mio piccolo saluto a te.
spero che tu potrai in qualche modo percepire
queste parole
e vorrei che tu sapessi che sei la persona
a cui un giorno vorrò somigliare.
amby. August 23 Versi..... dalle ultime giornate estive ho conservato un pò di tepore da donarti insieme al nettare che cospargo tra i divini, che di una leggera ambra ha colorito la mia pelle, come quel cibo tanto caro agli dei.
amby. Esalti il mio essere con tanta dolcezza posata su labbra morbide.
Lasci ora una essenza tenera, il tuo corpo ambrato spinge pensieri di carezze e labbra passare sulla tua pelle. Tormenterai il buio che mi coprirà gli occhi lasciando la tua luce marchiata nella mente col fuoco del nulla. R. August 17 Discorso di Gandhi - New Delhi, 2 aprile 1947"FATE BATTERE I VOSTRI CUORI ALL'UNISONO CON LE MIE PAROLE"
[….] Magari qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera India. Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo di mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda. Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua o nella loro nella loro lingua nazionale, Hindustani o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forma della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito. Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro, lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha, lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. E chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori ma luci sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario. In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto ciò che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, [….] dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India ma quello che voglio che voi capiate, se potete è che il massacro dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente Occidentale o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente. Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, di “Verità”. Ci deve essere una conquista [….]. Voglio catturare i vostri cuori […..]. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole e io credo che il mio lavoro sarà compito. Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?” Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati – e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa – e spero che quando vi rincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate dalla terra, vi incontrerete,se all’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate. Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti e se capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno lasciato e se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Oriente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall’Occidente stesso. L’occidente di oggi desidera la saggezza. L’occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente ma la distruzione del mondo, come se la Profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio Diluvio Universale. Voglia il cielo che non ci sia quel Diluvio e non a causa degli errori umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato. Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.
M. K. GANDHI
July 25 Mohandas Karamchand GandhiLe religioni sono strade differenti che convergono nello stesso punto.
Che cosa importa se prendiamo strade diverse a se poi raggiungiamo lo stesso obiettivo?
Credo che tutte le religioni del mondo siano più o meno vere.
Dico "più o meno" perché credo che tutto ciò che la mano dell'uomo tocca,
a causa del fatto stesso che gli esseri umani sono imperfetti, diventi imperfetto.
(Mohandas Karamchand Gandhi) July 13 CONVERSAZIONE TRA IL PENE ED IL PIEDE
ESILARANTE STORIELLA..... UN PO' DI UMORISMO NN GUASTA UN BACIO, AMBY
July 04 DETTI ed AFORISMINoi viviamo molto vicini. Quindi il nostro scopo della vita e' aiutare gli altri. E se non potete aiutarli, almeno non fate loro del male. (S.S. Dalai Lama) Esiste un'isola di opportunità all'interno di ogni difficoltà. (Demostene) Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. Confucio Riflettere è considerevolmente laborioso; ecco perché molta gente preferisce giudicare. (Ortega y Gasset) Non fidatevi delle apparenze: il tamburo, con tutto il fracasso che fa, non e' ripieno di nulla. (dal "Corano") La lotta più grande spesso si combatte contro le imperfezioni della propria natura. Grande e' colui che, malgrado le continue ricadute, si rialza senza mai stancarsi, mirando a migliorare. (dal libro "I Ching") Due giovani seminaristi - uno francescano e uno gesuita - si incontrano durante l¹ora di meditazione. Il gesuita sta leggendo il breviario e fumando una sigaretta. Il francescano, guardandolo, gli dice: "Il mio direttore spirituale m'ha proibito di fumare in quest'ora". "Strano - ribatte il gesuita - il mio me l'ha permesso: ma tu cosa gli hai chiesto?" "Gli ho chiesto se potevo fumare mentre pregavo". "Ah - fa il gesuita - io invece gli ho chiesto se potevo pregare mentre fumavo" (aneddoto raccontato dallo psicoanalista Antonio Alberto Semi in "Tecnica del colloquio", Raffaello Cortina Editore, 1997). Per avere delle idee originali, straordinarie e forse immortali, non si deve far altro che isolarsi dal mondo per pochi momenti, in modo così completo che gli avvenimenti più comuni sembrino essere nuovi ed insoliti e si rivelino in tal modo nella loro vera essenza (Arthur Shopenhauer) INFINE... La gente di solito usa gli aforismi come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione. Mark Twain June 19 Le parole non dettePrima che la mia anima mi parlasse, l'amore, in me, era come un filo sottile teso tra due ganci. Ma oggi l'amore è diventato un aureola il cui inizio è la fine e la cui fine è l'inizio. Circonda ogni essere e si estende lentamente ad abbracciare tutto ciò che sarà. L'amore , come la morte, cambia tutte le cose. Kahlil Gibran "Le parole non dette" June 16 LE 9 PAROLE PIU' UTILIZZATE DALLE DONNELe nove parole più utilizzate dalle donne! 1) BENE: questa e'la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto. 2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti e' solo 5 minuti se ti ha dato appena 5 minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire in casa. 3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE. 4) FAI PURE: e' una sfida, non un permesso. Non lo fare. 5) SOSPIRONE: e'come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li' davanti a te a discutere di niente (torna al punto 3 per il significato della parole niente). 6) OK: Questa e' una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare. 7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (vorrei qui aggiungere una piccola clausola - e' vero a meno che non dica 'grazie mille' che e' PURO sarcasmo e no ti sta ringraziando. NON RISPONDERE non c'e' di che perché cio' porterebbe a un: quello che vuoi. 8) QUELLO CHE VUOI: e' il modo della donna per dire vai a fare in ***o. 9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: 'Cosa c'e' che non va? Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3. June 10 un giorno della settimanaSALVE A TUTTI....
PROVERBIALE E' LA MIA LENTEZZA NELL'AGGIORNARE IL MIO BLOG MA... LE GIORNATE MI VOLANO SOTTO IL SEDERE SENZA CHE IO ME NE ACCORGA E SENZA CHE ABBIA IL TEMPO DA DEDICARE ANCHE ALLE COSE PIACEVOLI DELLA VITA...
QUESTO E' UN DISCORSO IL CUI SIGNIFICATO RIEMPIE MOLTO DI PIU' CHE LE PAGINE DI UN SEMPLICE BLOG MA... E' SIGNIFICATIVO DI COME ANCHE SEMPLICI AZIONI COME QUESTE VENGANO TRASCURATE IN NOME DELLA FRETTA PIU' PURA E DEL GUADAGNO DI NON SO NEMMENO IO CHE COSA.
E' ANCHE STRANO COME IO DECIDA DI SCRIVERE SEMPRE NEI MOMENTI DI SCAZZO TOTALE E MAI IN QUELLI DI FELICITA'.... FORSE PERCHE' NON LO SO CHE COSA SIGNIFICHI ESSERE FELICI NEL SENSO CHE NON SO DARGLI UN VALORE NE RELATIVO NE ASSOLUTO..... FORSE PERCHE' INCONSAPEVOLMENTE HO SEMPRE IDENTIFICATO QUESTA PAROLA ATTRAVERSO IL SUO VALORE ASSOLUTO.
SI VEDE CHE STI GIORNI ME RODE, EHH? NON CI POSSO FARE NIENTE!!!
MA TORNERO' LA ROMPIPALLE DI UN TEMPO QUANDO ERO AL CENTRO DELLA VITA E MI SAREBBE BASTATO SOLO UN GESTO E UN MINIMO IN PIU' DI AUDACIA PER DIRE: IO SONO QUI E CI SONO PER UN MOTIVO.
BUT..... I'LL BE BACK SOON, DON'T WORRY!
BESOS, AMBY April 27 my reliefè proprio vero quando si dice "le cose avvengono quando meno te le aspetti e soprattutto da chi non ti aspetteresti mai"... è una lezione di vita, un dato di fatto nel bene e nel male.... è quello che è capitato in questi giorni, non so se sia corretto non mettere il nome, il quale non ha neanche il diritto di essere protetto da privacy.... un annullamento di contatti assoluto e non condiviso, un volta faccia ingiustificato, una ferocia che non può prendere corpo da nessun fatto sostanziale.
solo silenzio improvviso e imposto... questo silenzio è per giorni stato un costante inquilino dei miei pensieri, i quali non hanno trovato alcuna giustificazione logica e illogica di questo fatto, fino a quando non mi hanno fatto capire che quello da cui ero stata invasa non era il mio silenzio, il mio vuoto, il mio dolore, bensì il suo, per questo così incomprensibile, così inaffrontabile e implacabile. in quel momento, la mia anima ha smesso di tormentarsi per la ricerca di una risposta che non c'era.
non c'è risposta infatti per chi risolve le questioni chiudendo il dialogo, il ragionamento e la ricerca costruttiva attraverso il mettere a tacere le sensazioni con una sorta di embargo emotivo legato al silenzio.
eppure ho sempre lottato con il vuoto anche io, la solitudine che ci si trova dentro è a volte così vasta che sembra potercisi perdere... questa condizione che conosco molto bene, anche se mi ha immerso in dolori incalcolabili, è anche riuscita a salvarmi la vita, a farmi riflettere e a farmi concentrare su di me, nel silenzio nutriente della riflessione e non in quello fantasmatico legato alla paura. anche se di paura io ne ho e spesso anche. in questa circostanza ho persino avuto paura di non aver tentato di tutto per poter chiarire, in realtà non ho fatto altro che inspessire le pareti del silenzio che fa male, quello che è legato al rifiuto.
dall'altro lato però mi sento di dire che non posso rimproverarmi niente, nè di aver tentato di proteggermi, nè di aver comnunque tentato di lasciarmi andare, nè tantomeno di aver provato ad aggiustare una seppur incomprensibile situazione.
questo è il mio saluto "all'abbastanza conosciuto" davide vigna a cui, malgrado tutto, posso dire di aver voluto bene e le cui tracce, sebbene egli voglia insabbiarle attraverso in una falsa modestia e un mal celato narcisismo, si ritrovano facilmente attraverso neanche tanto complicate ricerche su internet sperando che possa un giorno rivolgere verso di me un ricordo positivo.
amby.
March 30 NO ALLE OLIMPIADIMarch 24 News dal TibetIl popolo del Tibet si è ribellato, una volta di più. I morti si contano a decine, il primo giorno. E con la rivolta e la repressione, è scattato puntuale l´inverecondo balletto della falsa solidarietà al popolo tibetano, quella che non costa nulla.
A parole, tutti condannano la repressione delle autorità cinesi. Ma queste ultime, oggi come oggi, una sola cosa temono davvero, che l´Occidente ponga l´aut aut: se la repressione non cessa immediatamente, non parteciperemo alle olimpiadi di Pechino. Esattamente quello che l´ipocrisia occidentale si guarderà bene dal fare. Le argomentazioni non mancheranno, ammantate di nobiltà e ragionevolezza, per scegliere una strada da sepolcri imbiancati. Si dirà che il boicottaggio non risolve nulla, potrebbe anzi danneggiare il popolo cinese e in particolare i gruppi dissidenti, spingendo le autorità infuriate a nuovi giri di vite. Che in Cina le libertà si faranno strada, anche se lentamente, proprio moltiplicando gli scambi di ogni genere, dunque anche sportivi, oltre che economici. La verità è ben diversa e la conoscono anche i sassi. Agli establishment occidentali non importa un bel nulla dei valori e dei principi, se rischiano di mettere in discussione il principio di tutti i principi e il valore di tutti i valori: Mammona, l´unico Dio che adorino, e la quotazione in borsa, suo unico riconosciuto profeta. Il profitto viene prima, il danaro viene prima, questo proclama a squarciagola la giaculatoria interminabile delle giustificazioni e dei silenzi, l´olimpiade della doppiezza in cui i governi occidentali si sono subito impegnati con zelo agonistico, forti di un antico e mai interrotto allenamento. Del resto, con il tempismo profetico di chi ha dichiarato di parlare direttamente con Gesù, Bush aveva tolto la Cina dalla lista dei paesi che commettono violazioni gravi dei diritti umani, proprio alla vigilia della repressione che ha colpito i sudditi tibetani. Vorremmo poter sperare nell´Europa. Vorremmo poter immaginare che il parlamento europeo dichiari, alto e forte, che nessun paese del vecchio continente parteciperà a Olimpiadi di sangue. Che i dirigenti cinesi, se non avranno rinunciato alla repressione, dovranno pagare un prezzo, il fallimento di quelle Olimpiadi che nelle attese del regime post-maoista dovrebbero invece celebrare il trionfo internazionale - e internazionalmente riconosciuto - della superpotenza capitalistico- comunista cinese.
Vorremmo credere che governi e schieramenti che si definiscono liberali, e per soprammercato sbandierano magari come irrinunciabili le radici cristiane dell´Europa, insegneranno ai loro concorrenti di sinistra l´intransigenza in fatto di libertà, e il loro ultimatum non negoziabile ai dirigenti cinesi obbedirà a quel "il tuo dire sia sì sì, no no, perché il di più viene dal demonio" che è la cifra inequivocabile di chi prende sul serio il Vangelo.
Vorremmo sperare che governi e schieramenti che si definiscono di sinistra sapranno tenere alte le bandiere di libertà abbandonate dalla borghesia, come si diceva ai tempi del comunismo europeo "riformista" , dimostrando con ciò di essere i soli eredi legittimi delle istanze universalistiche dell´illuminismo e delle rivoluzioni liberali. Vorremmo sperare che se anche nulla di tutto questo accadrà in Europa, accadrà almeno in Italia, dove c´è pur sempre un Papa, pur sempre obbedito dai politici di destra e di sinistra, e pur sempre disposto a sussurrare il dovere mondiale della pace e della giustizia, che della pace è l´altro nome, come possiamo leggere in infinite encicliche. Infine, vorremmo poter aggrapparci almeno ad una speranza minimalista. Che il "non possumus" dell´Italia di fronte alle Olimpiadi di sangue sappia prometterlo, anche a costo dl più completo isolamento, Walter Veltroni, che l´isolamento ha dimostrato di non temere e ha voluto invece trasformarlo in una risorsa. Vorremmo. Ma poiché sappiamo bene come di pie illusioni democratiche siano lastricate le autostrade dei successi totalitari, contiamo solo sui cittadini. E in particolare su quei cittadini che hanno il privilegio dell´accesso ai mass-media, gli opinion-makers, gli intellettuali, le personalità dello spettacolo, gli sportivi. Il loro NO alle Olimpiadi di sangue è l´unica solidarietà concreta per i democratici del Tibet e della Cina.
Paolo Flores D'Arcais (Questo articolo sarà nel numero di MicroMega in edicola martedì 25 marzo) March 23 Un saluto, un arrivederciil mio pensiero è oggi interamente dedito
ad una persona che come poche ha saputo comprendere la mia natura
riservando per me sempre uno sguardo dolce e comprensivo
e da cui sembro aver ereditato quell'amore
per le godurie della vita che non ho però
ancora imparato a concedermi.
per il tuo essere uno spirito libero, per il tuo animo godereccio,
per il tuo coraggio
e per la tua forza di vivere appieno una vita che
a volte ti ha spaventato ma non ti ha mai fermato,
neanche nelle fragili, tenere, ultime battute affrontate attraverso
il desiderio di un affetto vicino,
ti amerò per sempre e terrò stretto nel mio cuore
il tuo coraggio a cui dovrò appigliarmi
ogni volta che mi troverò adaffrontare le mie fragilità.
per ora ciao zietto, sò che rivedrò presto i tuoi occhi dolci
come la tua anima.
Una mente serena è come la profondità di un lago, dove non si avverte una
reazione all'atteggiamento degli altri, non si è come la superficie soggetti alle turbolenze delle onde ma si riesce ad essere in pace, qualunque cosa accada.
March 15 L'ultima sfida dei ricoluzionari con la tonacaDalla Birmania a Lhasa, così i religiosi danno voce al dolore degli oppressi
«Quando l'ultimo poeta», dicevano i fratelli Goncourt, «avrà scritto il suo ultimo verso, solo allora Dio dirà: «signori, si chiude». Un monaco, per definizione, è una persona capace di disarmare persino la sua anima, un inerme che la cultura moderna, quella meglio intenzionata, confina nel mondo dell'innocua utopia. Eppure, come stanno dimostrando anche nel Sud-Est asiatico, proprio come i poeti, i monaci continuano ad essere coloro che le culture religiose e civili del mondo fanno nascere affinchè a nessuna di esse venga a mancare la voce che ricorda la radice essenziale delle cose. Dopo quelli del Myanmar, anche i monaci buddisti del Tibet stanno tentando di far comprendere quanto sia forte il desiderio di libertà coltivato dalle loro e dalle altrui culture. In fondo, sia i primi sia i secondi sono scesi nelle strade solo per chiedere, in Myanmar a prepotenti di destra, in Tibet a prepotenti di sinistra, con le parole del Dalai Lama, «di rispondere con il dialogo al risentimento del popolo».
Una richiesta, che anche per le repressioni di questa settimana ha le sue radici nel cinquantennale soffocamento dei diritti del popolo tibetano. Solo che la novità di questi nostri ultimi anni, a differenza di quanto avveniva per le contestazioni indipendentiste degli anni Sessanta, consiste nel fatto che la voce incarnata dai monaci birmani e tibetani non riesce a rompere il muro di silenzio e di disinteresse che il mondo manifesta verso coloro che chiedono libertà senza voler ricorrere alla violenza. Con la sola arma del dialogo, il mondo delle religioni, di tutte le religioni, sta spesso tentando, in nome di popoli interi, di farsi carico del grido soffocato di moltitudini di oppressi, di interpretare la sofferenza e la dignità di intere nazioni, senza farsi trascinare nell'avventura insensata delle guerre di religione così care ai teocons di ogni ispirazione. Ai monaci buddisti di Myanmar e del Tibet succede ciò che religiosi di altre fedi stanno subendo, in circostanze analoghe, in tutte le aree calde del pianeta. E come a loro, anche ai monaci buddisti i nostri media tendono ad ammannire la solita zuppa di realpolitik in salsa occidentale. Del Tibet, cioè di un Paese invaso e privato della sua sovranità dagli anni Cinquanta, ci si limita ad osservare che, pur dopo anni di umiliazioni e di privazioni, è un Paese che si sta rinnovando. E che in questo passaggio da Stato indipendente a provincia cinese, dato che il popolo tibetano ha visto le sue condizioni di vita migliorate sul piano economico, diventa irrilevante il fatto che il buddismo abbia dovuto pagare con la perdita di una sua patria secolare.
Anche le violenze contro i monaci di Myanmar sono state presto liquidate come un episodio marginale di un sistema politico con problemi di economia. Invece la Birmania deve la sua indipendenza dal colonialismo britannico, ottenuta nel 1948, proprio grazie all'azione determinante e non violenta dei suoi monasteri. Anche nel 1988 i monaci erano numerosi nei cortei di protesta nelle strade di Rangoon contro il colpo di Stato del 18 settembre. E hanno iniziato a rifiutare ogni offerta dei militari alle pagode, dopo che i generali avevano ignorato la massiccia vittoria della Lega Nazionale per la democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi, alle elezioni del maggio 1990. Quando si tratta di ricordare quanto hanno potuto gli uomini della religione nella storia più o meno recente di questo nostro pianeta, gli esempi sono facili e infiniti. Dal Tibet, dal Myanmar, dai cimiteri dell'Iraq ci stanno giungendo in questi giorni voci che ci dicono perché sia così necessario rilanciare la difesa dei diritti umani all'interno di un mondo globalizzato. Il quale proprio perché interconnesso su infiniti e complicati aspetti del vivere individuale e sociale, ha bisogno di stimoli che indichino a tutti vie percorribili, vite accettabili ed esistenze riconosciute. Negli anni Sessanta, quando il mondo iniziava ad agganciarsi alla locomotiva americana, questa voce ci giungeva tramite un pastore protestante chiamato Martin Luther King. Se invece ora, quando le locomotive sono diventate cinese e indiana, le stesse cose ce le dice il Dalai Lama, che differenza fa?
Il Dalai Lama è il simbolo della lotta per la libertà del Tibet. Una lotta pacifica, che dura da piu' di mezzo secolo e che è valsa al leader spirituale tibetano riconoscimenti internazionali e solidarietà da piu' parti. Nel 1989 ottiene il Premio Nobel per la pace, nel 2007 riceve la medaglia d'oro del Congresso degli Stati Uniti. Davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo, nel 2001, rilancia le sue richieste per una piena autonomia del Tibet dalla Cina. Leader politico e religioso allo stesso tempo, da decenni gira il mondo per far conoscere la dottrina buddista e la causa del suo popolo. Le trattative con la Cina, tentate a piu' riprese, non hanno portato ad alcun passo avanti evidente. Il Tibet fu occupato dalle truppe cinesi nel 1950. Nove anni dopo, il Dalai Lama fu costretto alla fuga e si stabili' in India, a Dharamsala, assieme a molti concittadini. Qui fondo' il governo tibetano in esilio. Con i tibetani rimasti in patria, le forze militari cinesi hanno continuato ad usare la mano pesante, negando loro i diritti civili e reprimendo ogni manifestazione di protesta.
February 24 I remember you
Woke up to the sound of pouring rain that's a little thought for my temporary king that could stay in my life any longer and not for my will.
princess amby. February 05 I cinque precetti - kuddakapatha1. Panatipata veramani sikkhapadam samadiyami Mi impegno a mantenere il precetto di astenermi dal distruggere le creature viventi.
2. Adinnadana veramani sikkhapadam samadiyami Mi impegno a mantenere il precetto di astenermi dal prendere il non dato.
3. Kamesu micchacara veramani sikkhapadam samadiyami Mi impegno a mantenere il precetto di astenermi dalla sessualità irresponsabile.
4. Musavada veramani sikkhapadam samadiyami Mi impegno a mantenere il precetto di astenermi dalla parola scorretta.
5. Surameraya-majja- pamadatthana veramani sikkhapadam samadiyami
Questo mi pare il minimo per poter dire di condurre una vita onesta o quantomeno provarci. I miei buoni sentimenti non sono sempre compresi.... il mio amico Paolo mi ha detto una volta: "ma come mai un animo buono e sensibile come il tuo non lo vuole nessuno?"...... beh io questo non lo so...... proprio non lo so.... forse non sono così buona..... o forse non basta questo per fare di una persona un valore desiderabile.... mah!
January 31 Adriana Calcanhotto - O Que Me Importa
January 22 POTREBBE ESSERE LA SOLUZIONE
La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo. Woody Allen October 05 Il monaco non attira l'Italia delle marce della paceD'accordo, l'antipolitica. D'accordo: l'Afghanistan, Kyoto, l'Iran. Ma perché le tavole per la pace, le bandiere, i cappellani digiunatori, perché non c'è indignazione, solidarietà, entusiasmo, calore umano per quello che sta avvenendo in Birmania? Perché succede, con i colori ocra dei monaci, la stessa cosa che è successa con le rivoluzioni pacifiche e arancioni dell'est europeo, e cioè distanza, indifferenza? D'accordo, a Kiev c'era un leader butterato e un'eroina che sembrava uscita da Heidi, e dall'altra parte la nostalgia. D'accordo, Aung San Suu Kye non ha un blog, non ha il passamontagna del subcomandante Marcos né il basco rosso di Chávez, né una mantellina india da presidente boliviano o da Rigoberta Menchù, ma il suo eterno confino domiciliare e ancor di più quella fotografia timida scattata con un cellulare da un monaco dovrebbe valere come un piccolo logo artigianale, o no? E invece stanno tutti a guardare quel che succede, così. E può succedere un bagno di sangue, anche se la truppa è stanca di reprimere. Può succedere una fuga della giunta, stracarica di bottino. Può succedere un'operazione cosmetica, con deposizione del decrepito Than Shwe. Ma intanto che aspettiamo che qualcosa succeda i monaci continuano. Sono soprattutto novizi, anche se nelle cariche è rimasto ferito pure un'ottantenne. I samanera, i novizi, per tre mesi conducono in monastero un'austera vita di meditazione, preghiera e studio dei testi religiosi. L'iniziazione avviene con una cerimonia detta shinbyu durante la quale, in segno di rinuncia ai valori materiali, dopo esser rapati a zero abbandonano gli abiti civili, sostituiti dal manto color arancione. Una volta concluso il periodo di noviziato chi decide di proseguire con la vita monastica può ricevere l'ordinazione religiosa, diventando monaco a tutti gli effetti. La schiera di monaci che manifesta per le strade è composta prevalentemente da novizi che, terminata l'esperienza in monastero, torneranno alla propria realtà quotidiana, costellata di enormi difficoltà. Anche nel 1988 i monaci ebbero un ruolo di rilievo: il regime rispose screditando pubblicamente quelli più in vista - donne e soldi le puntuali accuse inventate - e imponendo di sostituirli con altri facilmente manovrabili. Trascorsi quasi due decenni, ai vertici dei principali monasteri sono tornati monaci che imputano, correttamente, alla situazione politica le enormi sofferenze che attanagliano la popolazione. I testi sacri del buddismo Theravada sostengono che quando la società è nelle mani di persone che agiscono seguendo le indicazioni dell'Illuminato, al popolo si prospetta una vita felice. Altrimenti, è giusto marciare a piedi nudi inneggiando al Metta Sutta, i cantici del Buddha con cui si invita a trattare il prossimo con amore universale, rispetto, comprensione e gentilezza. Ho un debito infantile, con quei monaci, a causa di un film che mi colpì molto, e credo si intitolasse "L'arpa birmana". Era la storia di un monaco che percorreva i campi di battaglia componendo le vittime. Adesso sono loro stessi le vittime, ma non si muove nulla, contano quanto conta la morte di un deputato libanese antisiriano, cioè niente. Eppure un po' di multilateralismo nelle proteste diplomatiche c'è, e nel Consiglio di sicurezza solo Cina e Russia fanno orecchi da mercante. Che cos'è che rende silenziosa l'Italia delle marce della pace, dei balconi imbandierati, dell'altro mondo possibile? Che cos'è che rende così poco eroici i monaci anche in quel mondo da tisane e spiritualismo di serie B che è il Buddha bar all'italiana? Non credo sia la via birmana al socialismo che i generali hanno pudicamente tralasciato di inalberare, dopo il bagno di sangue dell'88. Forse non è neppure quella non violenza così disarmante. Forse è solo che la religione, quando si fa motore di storia, insospettisce. O meglio: insospettì in Polonia, non insospettisce a Gaza, a Baghdad, a Peshawar. E allora? Forse è solo un dettaglio: che i monaci non sono antiamericani, che non si immolano nel fuoco come fecero i loro confratelli per protesta contro il regime fantoccio di Diem in Vietnam, e che George W. Bush, appoggiandoli, li ha condannati a essere poco simpatici. Toni Capuozzo su "Il Foglio" del 28 settembre 2007 July 09 Poesia
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…. Però ciò che è importante non cambia: la tua forza, la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza. Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…. Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone, però non trattenerti mai !!!
Madre Teresa di Calcutta. July 01 07/07/2007 EARTH DAYSta per arrivare l'evento più importante della stagione: il 07/07/2007 molti artisti di fama mondiale offriranno il loro contributo canoro esibendosi simultaneamente, da più parti del mondo, a favore della salvezza della terra.
In seguito a questo, Mtv sta da tempo divulgando decaloghi che suggeriscono come attenuare il devastante degrado che abbiamo causato con le nostre piccole disattenzioni in tutto questo tempo [.....].
Non sto ad elencare ciò che oggi sono considerate accortezze contro lo spreco, mentre dovrebbero essere considerate ovvietà, vorrei però evidenziare un dato importante: nel 1975, una vasta area boschiva [in area americana credo, anche se è un problema comune] era ancora verdeggiante e abitata da un piccolo gruppo di persone.
Dal 2003, tale zona, è interamente ricoperta di edifici di ogni tipo e dimensione, i giardini sono sottili lembi di terra e lo smog causato dalle macchine, dalle fabbriche e da quant'altro la fa da padrona[......].
Considerando la mia odierna avversione verso l'urbanizzazione selvaggia e l'accalcamento di tutti su tutto, mi chiedo se un giorno, quando davvero non ci sarà più spazio, qualcuno non deciderà di prosciugare i già esigui corsi d'acqua per colonizzare anche quello spazio [....].
Si accorgeranno che poi moriremo di sete e di asfissia?? Saranno consapevoli dell'enorme differenza che esisterà tra le generazioni passate e quelle future dove i bambini non ancora nati saranno già un concentrato di allergie, intolleranze e caratterizzati da cagionevolezza congenita??
Io penso che questo mondo sia governato [....] da una estrema ignoranza, la quale non basa le sue origini sul principio della non conoscenza: oggi con tutti i mezzi di comunicazione veloce che ci sono sarebbe impossibile non conoscere - anche per sentito dire - i fatti. L'ignoranza a cui faccio riferimento muove i passi attraverso una capacità di organizzazione spaventosa, che fa sembrare tutto normale e sotto controllo. Capito ragazzi? Non c'è nulla da temere. Vi pare??
Per la versione integrale di questo intervento consultare il blog: http://laragioneditutti.blogspot.com
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